Diario di Bordo del viaggio alle Isole Eolie dal 7 al 14 Agosto 2004

 
 

Dal diario di Luca :

Porto di Reggio Calabria:
Ore 17.30 partenza con rotta Scilla.
Un vento costante attraversa lo stretto con un'intensità pari a 15 nodi.
Bordeggiando verso nord ci sfilano grandi imbarcazioni che creano un moto ondoso quasi perpetuo, fenomeno che ci accompagnerà per tutto il viaggio.
Boè, first 40.7, si è immediatamente presentata in ottima forma: randa steccata, genoa di buone dimensioni, sei winch in un ampio pozzetto che ci permettono di manovrare anche in situazioni difficili.
Dopo la prima cena su Boè alle pendici di Scilla, visto il fastidioso rollio alternato al beccheggio, decidiamo di salpare alla volta di Lipari.
Mare poco mosso, 5 nodi di vento e un cielo tempestato di diamanti luminosi sono un ottimo presupposto per una notturna.
Armati di grappa, sigari e caffè ci lasciamo inghiottire dalla notte.
Alle 3 avvistiamo un'inquietante macchia nera che dopo attenta osservazione scopriamo essere l'isola di Vulcano.
Dopo un'ora di navigazione raggiungiamo le coste di Lipari ed ormeggiamo a nord di Canneto davanti alla famosa spiaggia di pietra pomice.
 

 
 

 
     
 

Dal diario di Elena:

Dopo un bel bagno nella pomice, siamo salpati verso l'isola più mondana delle Eolie: Panarea.
Attratti da una miriade di barche ci dirigiamo verso lo scoglio Lisca Bianca dove facciamo il primo incontro con "rhum e pera", un cinquanta piedi (16 metri circa) con un centinaio di persone a bordo che ballano a ritmo di house music.
 

 
 

 
     
 

In serata ormeggiamo a baia Milazzese e dopo uno sbarco con il tender, prendiamo un tipico taxi elettrico che ci accompagna nel cuore dell'isola.
La serata trascorre tra locali dove rincontriamo il capitano di "rhum e pera", storico gruppo che da qualche anno movimenta l'isola con feste pomeridiane sulle barche all'ancora davanti allo scoglio "lisca bianca", con il quale facciamo un "gemellaggio".
 

 
 

 
 

 

 
 

Lunedì 09 salpiamo verso Stromboli, pranziamo a Ginostra, per poi circumnavigare  l'isola raggiungendo il versante con la sciara del fuoco.
Il tramonto è trascorso ammirando le periodiche eruzioni dette stromboliane che si sono susseguite con una cadenza di circa quindici minuti l'una dall'altra.
 

 
 

 
     
 

Dopo una giornata a Salina degustando una granita veramente speciale da Alfredo (località Lingua, da non perdere !), abbiamo cenato al ristorante la Cannata.

 
 

 

 
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