Glossario

....a cura di Stefano

 
 

ABBRIVIO
inerzia dell'imbarcazione a continuare nel suo movimento anche quando è cessata la spinta propulsiva, sia essa a vela che a motore. 

ACCOSTARE
modificare la direzione di rotta per avvicinarsi ad un'altra barca o alla banchina.

AMANTIGLIO
manovra corrente (normalmente una cima tessile) utilizzata per sostenere un'asta (boma, tangone, ecc.); per questo corre internamente all'albero in modo identico alle drizze (che può anche sostituire in casi di emergenza). 

ANDATURA
direzione di avanzamento della barca rispetto al vento; assume nomi differenti man mano che il vento ruota passando da prua verso poppa (bolina stretta: 40-45 gradi al vento apparente; bolina: 45-55 gradi; bolina larga: 60-80 gradi; traverso: 90 gradi; lasco: 100-130 gradi; gran lasco: 140-170 gradi; poppa pieno o fil di ruota: 180 gradi). 

ANEMOMETRO
strumento per misurare la velocità del vento (se la barca è ferma si determina il vento reale, ovvero il fluire del vento non alterato dal moto dello yacht, mentre se la barca è in moto la misura si intende effettuata sul vento apparente, cioè la risultante tra il vento reale e il vento di avanzamento). 

ARARE
termine che indica il muoversi dell'ancora quando è sottoposta a trazione, ovvero quando non ha fatto presa sul fondo.

Assuccare
Stringere una legatura, un nodo; mettere in tensione una manovra o un cavo in bando.  

AVVOLGIFIOCCO
sistema per arrotolare il fiocco attorno allo strallo; con esso si può ridurre con continuità la tela esposta al vento senza effettuare il cambio delle vele. 

AVVOLGIRANDA
sistema per ridurre, issare o ammainare la randa avvolgendola intorno a speciali boma o internamente ad apposite cavità dell'albero. 

BANCHINA
opera portuale fissa o galleggiante per consentire l'attracco delle imbarcazioni. 

BITTA
attrezzatura di coperta o di banchina dalla caratteristica forma a colonnina svasata a cui vengono fissate le cime d'ormeggio: viene spesso così chiamata anche la galloccia che invece ha forma di pi greco. 

BOLINA
andatura che si effettua mantenendo una rotta il più possibile contraria alla direzione di arrivo del vento (circa a 40-45 gradi a idestra o sinistra rispetto al vento apparente); si distingue in bolina stretta, bolina o bolina larga a seconda dell'ampiezza dell'angolo al vento (vedi anche andatura). 

BOMA
asta su cui viene inferita la base della randa; è collegato all'albero Icirca un metro più in alto rispetto al piano di coperta) mediante uno snodo detto trozza che permette il movimento in ogni direzione: può essere sostenuto da un amantiglio o da un vang rigido. 

BORDEGGIO
risalire il vento percorrendo ("tirando") dei bordi di bolina stretta. 

BORDO
tratto di mare percorso seguendo la stessa rotta. 

Bozzello
Nel linguaggio marinaresco è sininimo di carrucola. Il bozzello può essere semplice, doppio, triplo, ecc., in funzione del numero di pulegge che lo compongono. Il bozzello semplice è una leva di primo genere e  serve a cambiare la direzione con cui si muovono i cavi. I bozzelli multipli, uniti ad altri bozzelli, formano i paranchi, cioè quei sistemi di funi che richiedono una minor applicazione di forza per vincere certe resistenze. 

BULBO
è la pinna zavorrata fissata sotto lo scafo per dare equilibrio stabile alla barca (stabilità di peso); nei moderni yachts da diporto il peso del bulbo varia dal 40 al 45% del peso complessivo della barca. 

CABINA
locale sottocoperta isolato in cui è garantita l'abitabilità. 

CAMBUSA
dispensa di bordo: fare cambusa significa procurare e quindi riporre i viveri in cambusa. 

CANDELIERE
asta per sostenere le draglie, fatte passare entro gli appositi fori; I'insieme dei candelieri e delle draglie forma la battagliola. 

CARTA NAUTICA
particolare carta geografica che riproduce la superficie terrestre secondo la proiezione di Mercatore, in cui paralleli e meridiani divengono tutti perpendicolari tra loro; ciò comporta che viene rispettata l'uguaglianza degli angoli e sono invece deformate le distanze che, sulla carta, risultano accresciute andando dall'Equatore verso i poli. 

CATENA
maglie in metallo unite tra loro mediante saldature utilizzate per essere collegate all'ancora. 

Cavo
Nel linguaggio marinaresco è sinonimo di corda o fune. 

CAZZARE
rendere maggiormente tesa una cima 

Cima
Termine marinaresco usato per indicare una fune di medio diametro. 

CERATA
indumento in tela cerata utilizzato per proteggersi dall'acqua in condizioni di brutto tempo. 

CHIGLIA
parte tra le più importanti negli scafi delle imbarcazioni in legno, composta da una trave longitudinale (dalla ruota di prua al calcagnolo) a costituire la base per l'ossatura della carena; nelle imbarcazioni moderne ha conservato questo nome l'irrigidimento longitudinale a centro scafo, spesso luogo dell'unione dei due semigusci . 

Collo
Giro completo di un cavo attorno a un oggetto in modo che il corrente e il dormiente divarchino di 180°. 

CONTAMIGLIA
strumento per contare le miglia percorse: è detto anche solcometro. 

COPERTA
superficie che ricopre e racchiude superiormente lo scafo: nelle moderne barche a vela in vetroresina tutte le aree calpestabili della coperta sono rese antisdrucciole mediante corrugazioni ricavate direttamente sullo stampo oppure con speciali vernici: sulle barche più lussuose si procede ad una ricopertura con legni resistenti all'ambiente marino. come il tèk del Siam. 

CORDA
1. l`unico pezzetto di corda esistente eventualmente a bordo è quello che serve per muovere il batacchio della campana, tutte le altre sono cime; 2. retta congiungente il punto di inferitura della randa con la balumina. 

CORPO MORTO
oggetto immerso, fissato sul fondo, di peso. forma o dimensioni tali da permettere l'ormeggio di uno yacht; il cavo di ormeggio in questo caso prende il nome di grippia. 

Corrente
Il tratto terminale di cima che nella confezione di un nodo ha parte attiva. Il termine corrente viene usato in contrapposizione all'altro tratto di cima che, non prendendo parte attiva nella confezione del nodo, viene chiamato dormiente. 

DINETTE
vocabolo francese entrato nell'uso corrente nella nautica da diporto; indica lo spazio sottocoperta occupato dal tavolo e dai divanetti, spesso trasformabile in letto matrimoniale 

DIPORTO
è la navigazione fatta per puro divertimento o sport, senza fini di lucro 

Doppino
Ripiegamento di un cavo su se stesso. Il cavo ripiegato, dopo aver formato un occhiello, si dispone parallelamente a se stesso. 

Dormiente
Tratto di cima che non prende parte nella confezione del nodo. 

DRAGLIA
cavetto teso tra i vari candelieri per impedire cadute accidentali fuori bordo; I'insieme di draglie (normalmente due per lato dello scafo. posizionate a diversa altezza) e dei candelieri forma la battagliola. 

DRITTA
destra in termine marinaro. 

DRIZZA
cavo utilizzato per issare le vele. 

ECOSCANDAGLIO
strumento elettronico per misurare la profondità del mare; presente su tutte le barche moderne in sostituzione dello scandaglio a mano, funziona sul principio della quasi uniforme velocità di propagazione del suono in acqua: misurando il tempo di ritardo dell'eco di un segnale a ultrasuoni emesso da un trasduttore posto in sentina, è possibile determinare l'entità del fondale. 

EQUIPAGGIO
insieme di persone a cui sono affidate le manovre di una imbarcazione; ad ogni membro d'equipaggio viene assegnato prima della partenza, di regola dallo skipper, una mansione da compiere a bordo durante la navigazione. 

FARFALLA
nelle andature in fil di ruota, si dice navigare con le vele a farfalla quando esse vengono messe una su di un bordo e l'altra su quello opposto (randa e fiocco si trovano così su opposte mura). 

FARO
sorgente di luce situata lungo la costa in posizione elevata in modo da permetterne un avvistamento notturno da notevole distanza; ogni faro emette un particolare tipo di luce, bianca. verde o rossa, con frequenze o intermittenze differenti; queste caratteristiche vengono riportate sulle cartine, oltre che sull'Elenco dei Fari e dei Segnali da nebbia, per facilitare il riconoscimento del punto cospicuo da parte dei navigatori. 

FIL DI RUOTA
andatura col vento che sopraggiunge esattamente di poppa. 

FILEGGIARE
lo sbattere e sventolare della vela lungo il bordo di inferitura; indica che la vela è troppo lasca o controvento. 

FIOCCO
termine generico di una vela di prua (cioè a pruavia dell'albero) a taglio triangolare; normalmente inferita lungo lo strallo, assume nomi diversi a seconda delle dimensioni, della forma, del peso del tessuto e del suo uso specifico (genoa leggero o pesante, fiocco 1, 2, 3, olimpico, trinchetta, yankee, tormentina, ecc.). 

FONDA
punto in cui viene gettata l'ancora per fermare l'imbarcazione. 

FONDALE
distanza tra la superficie del mare e il fondo, ovvero profondità dell'acqua; questa grandezza è riportata in metri sulle carte nautiche edite dall'Istituto Idrografico della Marina. 

GALLOCCIA
supporto o maniglia fissata alle pareti, spesso a forma di pi greco, su cui viene data volta una cima. 

GARBINO
termine in uso lungo la costa del Medio-Alto Adriatico per indicare il vento proveniente da sud-ovest (vedi libeccio). 

GASSA
nodo per formare un anello al termine di una cima così che essa possa serrare senza strozzare; ne esistono di vari tipi, la più nota e la gassa d'amante usata per fissare la scotta alla vela, essendo un nodo che non si scioglie con la cima in tensione. 

GAVITELLO
piccola boa o altro oggetto galleggiante che segnala la presenza di un corpo morto o un'ancora, a cui è collegata mediante un cavo chiamato grippia. 

GAVONE
piccolo locale o ripostiglio per stivare vele o oggetti. 

GENOA
è il fiocco di bordo dalle maggiori dimensioni, con una lunga base così che la bugna, nelle andature di bolina, è a poppavia dell'albero di una distanza pari anche alla metà di quella tra l'albero stesso e il punto di mura (genoa al 150%); così chiamato dagli inglesi, deve il suo nome alla città di Genova dove fu utilizzato per la prima volta nel 1926 in occasione delle regate internazionali di febbraio. 

GIARDINETTO
parte della barca tra il fianco e la poppa; può essere a spigolo o arrotondato a raccordare lo scafo. 

Gomena
Cavo di grosso diametro (circa 45 cm).  

ISSARE
far alzare per mezzo di apposite cime, dette drizze, le vele dello yacht. 

LASCARE
diminuire la tensione su una cima; contrario di cazzare; l'operazione si differenzia da mollare, che invece indica il togliere tutta la tensione sulla cima. 

LIBECCIO
vento di direzione SW, quasi sempre violento con intensità superiore anche ai 40 nodi; solleva molto mare specie nei bacini occidentali italiani risultando tra i più pericolosi per la navigazione da diporto in quanto è spesso seguito da una perturbazione.

LOG
viene correntemente chiamato con questo termine anche il misuratore di velocità, ma il termine italiano corretto sarebbe tachimetro. Vedi contamiglia. 

MAESTRALE
vento che soffia da nord-ovest; chiamato anche col termine francese Mistral, soffia violento, specie durante il passaggio di una perturbazione, generando condizioni di mare assai dure per la navigazione. 

MANO DI TERZAROLI
una porzione Della randa (o anche dei fiocchi) che si può ammainare e raccogliere tenendola ben serrata con 1'ausilio di cimette dette matafioni. Prendere i terzaroli (prima, seconda e a volte anche terza mano) significa ridurre progressivamente l'area della randa esposta al vento. 

MARINA
porto turistico attrezzato appositamente per le imbarcazioni da diporto. 

MIGLIO
misura di distanza: il miglio marino è la distanza equivalente a un primo di latitudine, cioè 1851,8 metri (il miglio terrestre è invece 0,869 miglia marine, cioè 1,609 chilometri). 

OBLO'
finestratura circolare lungo il fianco dello scafo o della tuga, normalmente con robusto portello di vetro munito di guarnizione stagna. 

ORMEGGIARE
fissare la barca, con l'ausilio di cime o di cavi, ad un punto saldamente vincolato rispetto alla terraferma, sia esso una banchina portuale, che un gavitello, un corpo morto, ecc. 

ORZARE
portare la prua della barca maggiormente contro vento cioè stringere il vento. 

PARABORDO
oggetto messo a protezione dello scafo; normalmente si tratta di un corpo sferico o cilindrico gonfiabile sorretto da una cimetta legata alle draglie con un nodo parlato 

PASSASCOTTE
o passacavo; golfare, rinvio, bozzello fisso o mobile entro cui passa una cima per deviarne la direzione di tiro, per portare la manovra in pozzetto o, ad esempio, per fare giungere la scotta al verricello col giusto angolo. 

POMPA DI SENTINA
apparecchio utilizzato per espellere fuori bordo l'acqua accumulata in sentina. 

POPPA
parte posteriore della barca. 

PRESA A MARE
tubo chiudibile per aspirare ed espellere l'acqua attraverso un'apertura nella carena. 

PRORA
o prua; parte anteriore della barca, più o meno a forma di cuneo per meglio solcare l'acqua. 

PUGGIARE
o poggiare, manovrare per portare la barca maggiormente nella direzione di propagazione del vento, ovvero aumentare l'angolo tra vento apparente e rotta dello yacht (massimo 180 gradi). 

RADA
area di mare racchiusa e protetta da terra emersa o barriere artificiali, con ampia apertura rivolta al mare aperto, così da rendere agevole l'ingresso anche con cattive condizioni meteorologiche. 

RAFFICA
innalzamento violento ed improvviso, ma di durata limitata, della velocità del vento. 

RANDA
vela di forma triangolare issata a poppavia dell'albero, sostenuta ad esso mediante inferitura o canestrelli inferiti nell'apposita canaletta, mentre la base presenta il gratile inferito nella parte superiore del boma. 

SALPA ANCORA
particolare tipo di verricello normalmente munito di barbotin, per facilitare le manovre di ancoraggio (salpare, spedare. gettare l'ancora, ecc.). 

SALPARE
recuperare l'ancora o, per estensione, lasciare l'ormeggio. 

SARTIA
cavo di acciaio che serve per sostenere e impedire flessioni laterali dell'albero; il loro numero varia a seconda del numero di crocette, queste ultime utilizzate per accrescere l'angolo sartia albero, diminuendo così lo forzo di compressione. 

SCANDAGLIO
strumento per misurare la profondità; lo scandaglio più semplice è formato da un piccolo peso a cui è attaccata una lunga sagola su cui sono fatti dei nodi, ad esempio ogni metro: calato il peso in acqua si lascia scorrere la sagola contando i nodi fino a quando il peso non ha raggiunto il fondo. 

SCIROCCO
vento proveniente da Sud Est, con intensità media di circa 10-15 nodi; è assai umido e solleva notevole moto ondoso per il suo perdurare, provocando il fenomeno dell acqua alta in Alto Adriatico; l'inizio del suo distendersi può precedere di 12-24 ore il passaggio di una perturbazione. 

SCOTTA
cima utilizzata per regolare la vela partendo dal suo angolo posteriore basso (punto di scotta); la trazione sulle scotte viene di solito esercitata parallelamente al piano di coperta. 

SINISTRA
lato sinistro dell'imbarcazione; preferibile al francesismo babordo. 

SKIPPER
termine anglosassone che indica il comandante dello yacht. 

SOPRAVVENTO
dal lato del vento; dicesi anche di oggetto o di persona posta avanti ad un'altra rispetto all'arrivo del vento; è il contrario di sottovento. 

STIVA
parte interna della barca in cui riporre i materiali. 

STRALLO
cavo di prua di sostegno per l'albero e luogo di inferitura dei fiocchi. 

STRAMBARE
cambiare di bordo in una andatura di poppa, ovvero cambiare le mure al vento passando per la poppa piena. 

STRAORZARE
andare involontariamente e bruscamente all'orza a causa di una improvvisa raffica, di un'onda o di un qualsivoglia errore: è pericoloso in quanto la barca viene fortemente sbandata, a volte addirittura "sdraiata" con le crocette in acqua e la pinna fuori (scuffiare). 

STROZZASCOTTE
dispositivo per impedire lo scorrimento della scotta nel senso dell'allentamento della tensione; lo strozzascotte più semplice (detto anche clamcleat) è formato da una gola ricavata in un blocchetto di materiale plastico, entro cui la cima si autostrozza. 

STRINGERE IL VENTO
mantenere un'andatura di bolina cercando progressivamente di ridurne l'angolo. 

SVENTARE
orientare le vele in modo che non portino più. 

TANGONE
robusta asta utilizzata per posizionare il punto di mura dello spinnaker; il tangone è normalmente lungo quanto la distanza tra l'albero e il punto di mura del genoa. 

TERZAROLARE
diminuire la superficie della vela esposta al vento ammainandone solo una frazione (mano dei terzaroli) e serrandola con i matafioni. 

TIMONE
organo di manovra della barca, formato da una pala immersa in grado di ruotare attorno ad un asse e governata mediante una barra o una ruota del timone posta in pozzetto; la pala, offrendo resistenza allo scorrimento dell'acqua, induce la rotazione della prua dallo stesso lato in cui è stata posizionata: l'asse può essere o meno sostenuto, incernierato e protetto da uno skeg, in caso contrario il timone dicesi appeso: i cavi per trasmettere i comandi della ruota alla pala sono chiamati frenelli: il timone è detto compensato se l'asse di rotazione è impostato un poco a poppavia del bordo d'entrata dell'acqua, così che una volta ruotata la pala risultino diminuiti gli sforzi sulla barra o sulla ruota. 

TRAMONTANA
vento freddo proveniente da Nord che soffia normalmente al termine di una perturbazione, presentandosi quindi con cielo molto terso e sereno; è tipico dei mari settentrionali dove può apparire con raffiche anche molto violente. 

VANG
sistema a paranco, a molla o idraulico (questi ultimi detti vang rigidi) per cazzare il boma verso il basso, ovvero impedirgli di alzarsi, specie quando la scotta è molto lasca come nelle andature portanti. 

VERRICELLO
particolare tipo di argano per moltiplicare la forza che può essere esercitata sulle scotte e sulle drizze, permettendone così una maggiore tesatura; è essenzialmente formato da una campana fatta ruotare (sempre in senso orario) mediante una manovella; viene spesso usato il termine inglese winch, detto anche self-tailing se sulla parte superiore la campana è fornita di un sistema per catturare e strozzare automaticamente la scotta durante il riavvolgimento; i verricelli sono chiamati coffee grinder quando vengono azionati da appositi sistemi a corpo separato per le loro grandi dimensioni. 

VIRARE
cambiare di bordo in una andatura di bolina, ovvero cambiare le mure al vento passando per il controvento.

WINCH
termine inglese equivalente all'italiano verricello.

 
 
 
 
   

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